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Spettacolo del laboratorio teatrale interculturale "Migrantes"

Lo spettacolo è il frutto di una proposta condivisa progettualmente da Cinformi (Centro informativo per l’immigrazione della Provincia autonoma di Trento) ed Equipe Teatro della Società Cooperativa Sociale Progetto 92 che ha realizzato la seconda edizione del percorso.

LABORATORIO TEATRALE INTERCULTURALE

Lo spettacolo è il frutto di una proposta condivisa progettualmente da Cinformi (Centro informativo per l’immigrazione della Provincia autonoma di Trento) ed Equipe Teatro della Società Cooperativa Sociale Progetto 92 che ha realizzato la seconda edizione del percorso. L’iniziativa è nata dal presupposto di sviluppare, nell’ambito delle molteplici attività di formazione e inclusione offerte dal programma di accoglienza dei richiedenti asilo, una nuova esperienza che permettesse ai partecipanti di relazionarsi interculturalmente tramite la facilitazione di una metodologia come quella teatrale, quindi non necessariamente verbale. Un progetto pensato per i richiedenti asilo presenti nelle macro e micro strutture alloggiative attivate nel capoluogo, area che registra per il tempo strettamente necessario a individuare sistemazioni in piccoli gruppi sul territorio provinciale al fine di favorire percorsi di inclusione sociale, il maggior numero relativo di presenze. A partire dalla fine di ottobre si è così costituito un gruppo ancor più folto della prima edizione, passando da 30 a 40 partecipanti con un incremento significativo di presenze femminili, fra nuovi richiedenti asilo provenienti da ben 10 paesi diversi dell’Africa sub-sahariana (Nigeria, Costa d’avorio, Togo, Guinea Conacry, Liberia, Senegal, Gambia, Sierra Leone, Mali, Ghana), migranti “tutor” alla seconda esperienza e giovani volontarie universitarie del progetto SuXr attivato dall’ateneo trentino, che si sono messi in gioco con grande motivazione dimostrando fin dall’inizio del percorso come le nostre differenze linguistiche, culturali, religiose, “ideali” e “pratiche” possano costituire non necessariamente barriere, bensì fonte di arricchimento se ci si approccia alla diversità intesa come essenziale alterità. Diversità che non ha generato timore di perdita della propria identità personale e sociale, rigenerandola invece con lo sguardo ad una società plurale e aperta. Ecco quindi che dopo una prima fase laboratoriale sviluppata puntando in particolar modo sulla dinamica interculturale di gruppo e sull’espressione corporea, pur senza tralasciare quella vocale (in questi mesi di lavoro comune i richiedenti asilo hanno dimostrato tangibili progressi del forte desiderio di inclusione imparando sempre meglio a capire e ad esprimersi nella nostra lingua tramite l’assidua frequenza dei corsi di italiano), da gennaio abbiamo cominciato a lavorare tramite il montaggio di improvvisazioni sulle tematiche fondanti del nostro percorso: dalle necessità di vita che hanno spinto a partire dal proprio paese abbandonando i propri affetti tramite viaggi fisicamente ed emozionalmente provanti, passando per l’analisi “teatrale” dei vissuti dell’accoglienza (nei suoi tanti risvolti positivi e nelle inevitabili difficoltà, anche alla luce delle differenze di genere), aprendo uno sguardo sui diversi futuri di vita sperati. Il risultato scenico è stato intrecciato con quanto prodotto in due workshop che hanno permesso agli stessi partecipanti di rielaborare tali temi anche tramite la danza tradizionale e la creazione rap contemporanea, guidati dai professionisti Samba Sagna e Nana Motobi. Tutto ciò in un’ottica lungimirante che moltiplica per certi versi le prospettive risonanti di migrazione nostra e altrui in quell’imprescindibile desiderio di vita che ritroviamo tra passato e presente: in una parola ... Migrantes2!

dott. Michele Torresani

educatore teatrale e regista, conduttore del laboratorio

responsabile dell’Equipe Teatro di Progetto 92 s.c.s.

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Pagina pubblicata Giovedì, 12 Aprile 2018

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