Comune di roncegno terme, Provincia di Trento
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 giovedì 11 marzo 2010  
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Nuovo PRG

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L’Amministrazione comunale di Roncegno Terme ha programmato la redazione del Nuovo PRG entro la fine della legislatura.  Per questo è stato individuato come soggetto responsabile tecnico il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Trento e in particolare il gruppo di lavoro coordinato dal Prof. Corrado Diamantini, docente di Urbanistica presso la Facoltà di Ingegneria.  Partecipano al gruppo di lavoro il dott. Alessandro Franceschini (urbanista), la dott.ssa Rose Marie Callà (sociologa), l’arch. Dellanna, la dott.ssa Cristina Matteucci (urbanista), il prof. Anguillari (urbanista).

Le azioni necessarie previste ai fini della redazione del Nuovo PRG sono le seguenti:

1. Stesura del documento preliminare
Vanno identificati gli obiettivi per quanto concerne l’evoluzione dell’assetto del territorio comunale. Questi obiettivi possono emergere dalle seguenti operazioni:

  • il bilancio relativo all’evoluzione di tale assetto con riferimento alle previsioni di piano (bilancio urbanistico) e alle problematiche ambientali (bilancio ambientale);
  • l’identificazione della domanda di mobilità, di servizi, di abitazioni, nonché delle esigenze di adeguamento urbanistico e infrastrutturale, con riferimento anche a processi che intervengono alla scala sovra-comunale
  • l’inventario delle attese degli stakeholder (portatori di interesse) locali e più in generale la costruzione di una immagine condivisa di assetto futuro dei luoghi, con riferimento alla qualità della vita, alle funzioni prevalenti e all’identità locale.

2. Analisi dello stato di fatto e informatizzazione del quadro conoscitivo risultante
L’analisi dello stato di fatto costituisce un approfondimento delle tematiche individuate dal documento preliminare ed è pertanto finalizzata alla individuazione di problemi prioritari. Tale analisi verte pertanto:

  • sull’evoluzione della comunità locale nel quadro delle trasformazioni più recenti intervenute anche a livello sovracomunale,
  • sulla adeguatezza dell’attuale impianto urbanistico a fronte di tale evoluzione,
  • sulla adeguatezza della rete infrastrutturale a fronte della domanda di mobilità
  • sulla adeguatezza della dotazione di servizi e di abitazioni.

Da un punto di vista più qualitativo si tratta di condurre l’analisi: 

  • sul quadro ambientale, con riferimento alle interazioni tra dinamiche insediative e processi ambientali e ancora tra attività antropiche e qualità dell’ambiente,
  • sulla qualità dei luoghi, con riferimento alla loro valorizzazione,
  • sulle dinamiche insediative e sui loro esiti formali,
  • sulle forme del paesaggio e sulla conseguente identificazione di tratti con potenziale valore identitario.

3. Studio relativo ai masi
La problematica dei masi è duplice e richiede pertanto un duplice percorso analitico prima di approdare a una proposta di piano. Si tratta:

  • di adempiere a un lavoro di schedatura dei singoli edifici, sulla falsariga di quanto avviene per i centri storici, per approdare a delle indicazioni – sia a scala di edificio che di singolo complesso
  • relative alle modalità di conservazione e/o di trasformazione;
  • di svolgere una indagine sulle modalità di utilizzo – comprendendovi informazioni di carattere demografico e socio-economico – al fine di prefigurare funzioni e assetti di tali complessi, tenendo conto dell’unicità del modello insediativo che esprimono.

4. Definizione dell scelte di piano
Le scelte di piano discendono da una duplice operazione:

  • la selezione di problematiche rilevanti e la conseguente proposta di soluzioni, anche progettuali,
  • il dialogo, con riferimento ad entrambe le azioni precedenti, con l’amministrazione e gli stakeholder locali.

La fase delle scelte di piano è pertanto incentrata, prevalentemente, su aspetti interattivi, comunicativi e partecipativi.

5. Redazione della cartografia di piano informatizzata

6. Scrittura della norme di attuazione

Oltre a queste prime e necessarie azioni vengono di seguito indicate altre tre azioni ritenute rilevanti ma non strettamente necessarie ai fini della revisione dello strumento urbanistico:

a. Cà da Mont
Il tema delle Cà da Mont appare rilevante sia per la dimensione del territorio – e quindi del paesaggio – interessato sia per il numero delle costruzioni che vi concorrono. Si tratta in ogni caso di un tema che non appare urgente affrontare, anche in virtù della scarsa rilevanza del processo di trasformazione d’uso in atto.
Si tratterebbe in ogni caso di costruire un inventario, attraverso una specifica indagine relativa alle tipologie costruttive, allo stato di conservazione e ai modi d’uso, dell’insieme di queste costruzioni al fine di ottenere un quadro della loro attuale consistenza e del loro valore culturale, al fine di redigere un prontuario da utilizzare negli interventi di recupero.

b. VAS (parte facoltativa finanziata eventualmente dalla Pat)
La valutazione del piano non è ancora prevista dalla normativa vigente. Si tratta però di una pratica oramai consueta in molte regioni italiane e destinata a entrare in vigore anche in Trentino. La revisione del piano di Roncegno fornisce l’occasione di sperimentare modalità di attuazione di questo adempimento, tanto più se si considera il coinvolgimento del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale prima nella redazione del Progetto per lo sviluppo sostenibile del Trentino e poi nella redazione del Sistema Informativo della Sensibilità Ambientale, sempre per conto della Provincia autonoma.
Questa sperimentazione non può però essere accollata – in termini di costi – al Comune. Si esplorerà pertanto la possibilità di ottenere, proprio con riferimento al carattere sperimentale di una iniziativa con forti ricadute immediate, un apposito contributo da parte della stesa Provincia autonoma.

c. Paesaggio (parte facoltativa in carico al Dipartimento)
Il tema del paesaggio appare centrale nella recente revisione del Piano Urbanistico Provinciale. Si tratta peraltro di un tema innovativo, con riferimento alla tradizione di pianificazione urbanistica della Provincia autonoma, di cui vanno comprese le implicazioni a una scala di valle e di comune.
Da questo punto di vista la revisione del piano di Roncegno può – analogamente a quanto detto in precedenza – costituire l’occasione per esplorare queste stesse implicazioni, tenendo conto soprattutto della possibilità di fare interagire il tema del paesaggio con quello della costruzione dell’immagine futura di territorio.
Il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale è interessato a condurre direttamente tale indagine, anche in collaborazione con le strutture della Pat – senza costi per l’Amministrazione comunale – data la sua rilevanza anche ai fini della ricerca.

ISTITUZIONE DELLA COMMISIONE PER LA REDAZIONE DEL NUOVO LAVORO

Ai fini del coinvolgimento dell’Amministrazione comunale e della comunità locale nel lavoro di redazione del Nuovo PRG si propone l’istituzione di un’apposita Commissione consigliare comprendente rappresentanti della società civile (associazioni e categorie economiche) e di altri portatori di interessi non solo economici, da riunire a cadenza regolare (mensilmente, almeno nella fase di redazione del Documento preliminare) con il gruppo dei progettisti. In tale sede verranno istruite le diverse azioni assieme al gruppo di progettisti e inoltre verranno principalmente:

  1. raccolte le istanze dei gruppi di interesse;
  2. costruita la visione di futuro della comunità locale;
  3. concordati i più rilevanti obiettivi del lavoro di revisione del piano;
  4. concordate le più rilevanti linee del lavoro.

La Commissione dovrà anche proporre un calendario di incontri con il Consiglio comunale e le principali associazioni o categorie soprattutto nella fase di validazione delle scelte di piano.

Durata
La commissione resta in carica fino alla stesura definitiva del Nuovo PRG.

Composizione

  • Sindaco (Vincenzo M. Sglavo);
  • Assessore con delega per le attività economiche (Andrea Frainer);
  • Quattro rappresentanti del Consiglio comunale, di cui due nominati dalla minoranza (Corrado Giovannini, Mirko Montibeller, Daniela Lovato, Sabrina Facchini);
  • Sei membri “esperti in materia” o “portatori di interessi” (non solo economici), di cui due nominati dalla minoranza, rappresentativi delle varie “aree geografiche” di Roncegno (Centro, Montagna e Marter) (Luigi Montibeller, Andrea Frainer, Cesare Zambotti, Vito Panni, Carlo Scantamburlo, Maurizio Smider);
  • Un rappresentante del settore artigianale e industriale (Silvano Giovannini);
  • Un rappresentante del settore agricolo e agrituristico (Beppino Dalprà);
  • Un rappresentante del settore alberghiero e commerciale (Luigi Montibeller);
  • Un rappresentante del settore creditizio e servizi (Stefano Doimo);
  • Un rappresentante delle associazioni sportive, culturali e ricreative (Danilo Sartori);
  • Un rappresentante delle associazioni e gruppi giovanili (Chiara Baldessari);
  • Tecnico comunale (Claudio Ceppinati).

Documenti da scaricare:
DOCUMENTO PRELIMINARE

 (da l’Adige)

RONCEGNO – Un paese che cambia. Quasi il 40% dei nuovi residenti in questi ultimi anni sono arrivati da tutti i paesi della Valsugana. Un cambiamento che deve essere governato. E bisogna farlo subito. Tante gente, l’altra sera all’auditorium delle scuole medie, per l’incontro organizzato dal Comune sulle proposte preliminari per la revisione del prg. Strategie di sviluppo su cui da mesi sta lavorando il prof. Corrado Diamantini, ingegnere e docente dell’Università di Trento. E quanto è emerso è frutto di un lavoro che dura da mesi.  Dal 1991, esattamente da 17 anni la popolazione è in aumento. Ma in questi ultimi anni si è assistito ad un vero boom. “Certo, siamo di fronte ad una profonda trasformazione del tessuto urbano. Non solo nuovi residenti, ma una società diversa che fa fatica a rapportarsi con il territorio. E quello che abbiamo illustrato è un documenti di analisi per far fronte ad una trasformazione che fino ad ora è avvenuta in maniera disordinata”. L’intenzione è quella di arrivare a breve a discuterne con le categorie. Ma il passaggio dell’altra sera è servito soprattutto per fare un primo momento di riflessione. E quello che è più evidente è che oggi a Roncegno stanno arrivando molte famiglie soprattutto da Borgo e Levico.  Una sub-urbanizzazione che non è più limitata solo al capoluogo di Trento, ma che ora interessa anche i centri più grossi della Valsugana. Un effetto domino, è stato ribadito, dovuto soprattutto agli elevati costi dei terreni. E la gente si sposta. Ed ora lo fa, come nel caso di Levico, anche per decine di chilometri. Oggi a Roncegno vivono 2.745 persone. Ma come sarà tra 15 o 20 anni il paese? E l’altra sera sono state illustrate alcune linee guida su cui si dovrà lavorare. Un piano strategico che dovrebbe consentire di governarne lo sviluppo fino al 2028. Interventi che dovrebbero interessare il centro storico (il 27,6% del patrimonio edilizio è ancora inutilizzato), il collegamento tra Marter e Roncegno e i vari ambiti territoriali presenti sul territorio, la variante di Roncegno. Un disegno, quello illustrato da Diamantini, che dovrebbe portare a breve anche all’attuazione di alcuni progetti mirati. Come quello riguardante i masi, fino a ieri considerati soprattutto insediamenti agricoli ed oggi sempre più residenziali. Previsto anche il recupero urbanistico di molte strade interpoderali con la possibilità di realizzare un collegamento diretto tra il conoide di Roncegno e Marter tramite un percorso attrezzato. Quella dell’altra sera è stata la prima tappa di un lungo percorso, un momento di riflessione. Un percorso necessario, indispensabile. Perché Roncegno cresce, cresce in fretta. Più abitanti, più servizi e collegamenti rapidi. E se Castelnuovo ha da poco superato i mille abitanti, con le nuove urbanizzazioni a breve anche la cittadina termale arriverà a quota tremila. Dal 1991 al 2006 in paese sono state realizzate oltre 200 nuove abitazioni.


 
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